{"id":3952,"date":"2020-02-05T15:37:55","date_gmt":"2020-02-05T14:37:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fpcgilfirenze.it\/sindacato\/?p=3952"},"modified":"2020-03-17T12:11:50","modified_gmt":"2020-03-17T11:11:50","slug":"il-lavoro-nelle-carceri-fiorentine-il-convegno-in-cgil-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fpcgilfirenze.it\/sindacato\/il-lavoro-nelle-carceri-fiorentine-il-convegno-in-cgil-a-firenze\/","title":{"rendered":"Il lavoro nelle carceri fiorentine, il convegno in Cgil a Firenze"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content\">\n<p><strong>Il lavoro nelle carceri fiorentine, oggi convegno Cgil in Camera del lavoro a Firenze (Borgo Greci 3). Sono intervenuti tra gli altri il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis, l\u2019assessore Andrea Vannucci, il Provveditore dell\u2019amministrazione penitenziaria di Toscana e Umbria Gianfranco De Gesu<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=COhu0hOAp3g\"><em><strong>GUARDA IL VIDEO<\/strong><\/em><\/a><br \/>\n<em><br \/>\nCOSI\u2019 IN ANSA<\/em><\/p>\n<p><strong>Carceri: Sollicciano, il 2\/3 via lavori di un nuovo edificio. Per formazione reclusi. A seguire altri due cantieri <\/strong><br \/>\n\u201cDevono partire tre cantieri molto importanti a Sollicciano, il primo avr\u00e0 inizio il prossimo 2 marzo\u201d. Lo ha detto Fabio Prestopino, direttore del carcere fiorentino di Sollicciano, a margine di un convegno della Cgil di Firenze sul tema del lavoro in carcere, e osservando che \u201cci sono circa 10 milioni di investimenti in questo momento su Sollicciano che finalmente stanno per essere finalizzati\u201d. Prestopino ha spiegato che il primo cantiere che parte riguarda \u201cla costruzione di un edificio per le attivit\u00e0 di formazione professionale e di lavoro artigianale delle persone detenute; poi partir\u00e0 il ripristino delle coperture, dei tetti e delle facciate dei padiglioni detentivi, e di una parte delle zone di servizio; e poi un progetto di efficientamento energetico che riguarder\u00e0 praticamente tutto l\u2019istituto\u201d. Per il direttore dell\u2019istituto di pena, questo \u00e8 \u201cun segnale che deve dare fiducia per il futuro a tutti i lavoratori\u201d.(ANSA).<\/p>\n<p><strong>Carceri: Giorgis, lavoro detenuti tutela sicurezza collettiva<\/strong><br \/>\nIl lavoro dei detenuti \u201cnon \u00e8 soltanto uno dei principali strumenti per garantire l\u2019effettivit\u00e0 di quel principio costituzionale della rieducazione, ma \u00e8 anche uno strumento straordinario di tutela della sicurezza collettiva\u201d. Lo ha affermato Andrea Giorgis, sottosegretario alla Giustizia, parlando a margine di un convegno sul tema promosso dalla Cgil di Firenze. \u201cLaddove al detenuto viene offerta una possibilit\u00e0 di lavoro concreta \u2013 ha detto il sottosegretario \u2013 si mette il detenuto nelle condizioni di scontare naturalmente una pena in maniera pi\u00f9 dignitosa, e al tempo stesso si riducono drasticamente i rischi di recidiva, quindi il lavoro in carcere \u00e8 al tempo stesso nell\u2019interesse del detenuto e nell\u2019interesse della collettivit\u00e0\u201d. I carcerati che riescono a lavorare, secondo Giorgis, \u201csono ancora pochi\u201d, per cui \u201coccorrono risorse e provvedimenti che rendano possibile organizzare meglio questo servizio\u201d, mentre sul lavoro come misura alternativa alla detenzione \u201cabbiamo in mente proprio in sede di riforma del processo penale di valorizzare ulteriormente i riti alternativi e le misure alternative\u201d.(ANSA).<\/p>\n<p><strong>Carceri: Giorgis, misure alternative contro sovraffollamento. Sottosegretario Giustizia commenta vicende di San Gimignano <\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl governo ha da subito avviato un\u2019indagine su questa seria e drammatica vicenda\u201d. Lo ha detto Andrea Giorgis, sottosegretario alla Giustizia, parlando dei casi dei presunti maltrattamenti nel carcere di San Gimignano (Siena), sottolineando che sul tema del sovraffollamento, \u201cche coinvolge purtroppo molti istituti carcerari, oltre a significative risorse dal punto di vista delle strutture c\u2019\u00e8 anche l\u2019intenzione di affrontare il problema con le misure alternative al carcere\u201d. Giorgis, parlando a margine di un convegno della Cgil di Firenze, ha spiegato che il governo pensa \u201cda un lato a investimenti perch\u00e9 le condizioni all\u2019interno delle carceri siano condizioni di maggiore dignit\u00e0 e di maggiore capacit\u00e0 di recupero, e dall\u2019altro a interventi legislativi perch\u00e9 il carcere sia davvero l\u2019estrema ratio\u201d. Gianfranco De Gesu, provveditore regionale dell\u2019amministrazione penitenziaria, sul caso di San Gimignano ha spiegato che \u201csono state adottate dall\u2019amministrazione centrale una serie di misure che hanno dato un nuovo equilibrio all\u2019istituto penitenziario: direi che queste problematiche ce le siamo messi alle spalle anche attraverso l\u2019inserimento di San Gimignano in un diverso circuito penitenziario\u201d.(ANSA).<\/p>\n<p><em>\u201cIl lavoro nelle carceri: un mondo dimenticato?\u201d: \u00e8 il titolo del convegno, organizzato da Cgil Firenze, che si \u00e8 svolto oggi a Firenze presso la Camera del lavoro in Borgo Greci 3 (ore 9:30-13:30).<\/em><\/p>\n<p><em>IL PROGRAMMA (<a href=\"https:\/\/www.fpcgilfirenze.it\/sindacato\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/LavoroinCarcere5-febb2020.pdf\">scarica la Locandina<\/a>)<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 Apertura lavori: Elena Aiazzi , Segreteria Cgil Firenze<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Saluti: Gianfranco De Gesu, Provv. Amm.ne Penitenziaria Toscana-Umbria<\/em><\/p>\n<p><em>La situazione delle carceri fiorentine Sollicciano e Gozzini:<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Fabio Prestopino, Direttore Casa Circondariale Sollicciano<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Eros Cruccolini, Garante dei detenuti<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Antonella Tuoni, Direttrice Casa Circ. Mario Gozzini<\/em><\/p>\n<p><em>Le condizioni di lavoro:<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Donato Nol\u00e8, Polizia Penitenziaria<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Gianfranco Politi, Responsabile Area Educativa Sollicciano<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Elisabetta Beccai, Responsabile Area Educativa Gozzini<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019adibizione al lavoro dei detenuti e la condizione rieducativa, quali proposte?<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Salvatore Nasca, Direttore UEPE<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Giuseppe Caputo, Associazione L\u2019altro diritto<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Gianni Autorino, Coop. Ulisse Firenze<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Daniele Bertusi, Coop. CAT Firenze<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Andrea Vannucci, Assessore Comune di Firenze<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Andrea Giorgis , Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 Ha concluso i lavori Paola Galgani, Segretaria Generale Cgil Firenze<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 Ha coordinato i lavori Donato Petrizzo, Fp Cgil Firenze<\/em><\/p>\n<p>LA RIFLESSIONE DELLA CGIL<\/p>\n<p>Da pi\u00f9 parti si denuncia una condizione anomala ed insostenibile dei carcerati detenuti negli Istituti penitenziari italiani. Il tasso di affollamento carcerario medio \u00e8 del 120% con Istituti che sono quasi al doppio della loro capienza a fronte di risorse economiche, di spazi e di personale sempre pi\u00f9 insufficienti per le necessit\u00e0. Cosicch\u00e9 anche per chi lavora nelle carceri il clima rischia di diventare insostenibile e la gestione operativa estremamente complessa. Per non parlare della condizione strutturale degli edifici in cui si trovano le carceri anche quelle fiorentine come se le scarse condizioni igieniche o climatiche facessero parte della pena da scontare. Rischia cos\u00ec di venire meno la funzione rieducativa della pena prevista dalla nostra Costituzione che all\u2019articolo 27 sancisce che \u201cLe pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit\u00e0 e devono tendere alla rieducazione del condannato\u201d. Sono drammatici i numeri che riguardano gli atti di autolesionismo (ad esempio nel 2018 a Sollicciano ci sono stati 74 atti gravi e 325 lievi), per non parlare dei casi estremi di suicidio. Analoga condizione di forte stress e di malattia si riscontra anche nella polizia penitenziaria.<\/p>\n<p>Uno degli aspetti fondamentali per determinare la rieducazione del carcerato e prevenire la recidiva \u00e8 quello della adibizione al lavoro che pu\u00f2 e deve essere fatta non solo per consentire un minimo introito economico, ma anche per determinare un reinserimento della persona alla cittadinanza ed alla socialit\u00e0. L\u2019art. 20 della Legge 354 del 1975 al primo punto cita: \u201cNegli Istituti Penitenziari devono essere favorite in ogni modo la destinazione dei detenuti e degli internati al lavoro e la loro partecipazione a corsi di formazione professionale. A tal fine, possono essere istituite lavorazioni organizzate e gestite direttamente da imprese pubbliche o private e possono essere istituiti corsi di formazione professionale organizzati e svolti da aziende pubbliche, o anche da aziende private convenzionate con la regione\u201d.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 negli Istituti di pena fiorentini la possibilit\u00e0 di essere adibiti al lavoro viene offerta mediamente a non pi\u00f9 del 30% degli aventi diritto e si tratta perlopi\u00f9 di poche ore al giorno per pochi mesi con turnazioni, ad esempio, di un mese per i lavori generici (es. pulizie), tre mesi per quelli specifici o anche di un anno per quelli pi\u00f9 specialistici (bibliotecario o cuoco), per consentire a tutti di lavorare un po\u2019. Si tratta comunque nel 90% dei casi di lavori interni e a bassissimo contenuto formativo mentre i lavori assegnati dalle Istituzioni esterne o attraverso le cooperative sono in numero molto ridotto. Inoltre a tali lavori non viene affiancata una opportuna formazione che possa consentire loro di spendere, una volta scontata la pena, alcuni elementi di competenza per la ricerca di nuovi lavori. Tutto questo non solo perch\u00e9 i fondi sono pochi ma anche perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 abbastanza attenzione da parte delle Istituzioni a questo tema che invece pu\u00f2 rientrare a pieno diritto anche nell\u2019ambito dell\u2019investimento sulla sicurezza di un territorio e sulla sua condizione di sviluppo e civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Il 26 febbraio 2018 \u00e8 stato firmato un Protocollo da parte del Comune di Firenze con l\u2019Universit\u00e0 di Firenze e le Associazioni delle Cooperative di tipo B, che \u00e8 tutt\u2019ora in vigore e che individua in alcune gare di appalto la possibilit\u00e0 di favorire l\u2019integrazione sociale e professionale delle persone con disabilit\u00e0 o svantaggiate (come le persone detenute). Con l\u2019iniziativa del 5 febbraio si \u00e8 partiti da una verifica su quello che \u00e8 stato fatto anche a fronte di questo protocollo e sollecitare l\u2019impegno non solo del Comune attraverso ad esempio le societ\u00e0 partecipate, ma anche del Governo (era presente per questo il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis) e di tutte le Istituzioni, del mondo delle cooperative, affinch\u00e9 si migliorino gli strumenti, si rimuovano gli impedimenti e si individuino concretamente nuove possibilit\u00e0 di adibizione al lavoro dei detenuti come avviene anche in altri Istituti Penitenziari in Italia, come ad esempio Padova.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lavoro nelle carceri fiorentine, oggi convegno Cgil in Camera del lavoro a Firenze (Borgo Greci 3). 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