Dopo nove anni di lotte e mobilitazioni, il 23 febbraio scorso è stata sottoscritta l’ipotesi di rinnovo per il CCNL della Sanità Pubblica.
Un Contratto Nazionale che segna il primo passo di un cammino di riconquista di diritti, salario, opportunità professionali per chi lavora nella sanità pubblica nel nostro paese: per tutti, tutti i giorni.
Nei punti a seguire facciamo chiarezza sui principali punti dell’ipotesi di rinnovo del Contratto Nazionale.
Salario
La retribuzione cresce con aumenti che arrivano fino a 94,80 €; aumentano le risorse per la contrattazione decentrata.
La quasi totalità delle risorse stanziate per il rinnovo vanno sul tabellare, aumentando la base pensionabile, scelta indispensabile dopo otto anni di blocco.
In questo modo potremo destinare le risorse che arriveranno con il contratto dla 2019 alla valorizzazione professionale e all’ulteriore adeguamento delle indennità, raggiungendo il risultato di vedersi incrementare in pochi mesi tabellare, accessorio, risorse per incarichi e sistema indennitario, operzione già iniziata con questo contratto, attraverso la contrattazione decentrata.
Arrivano gli arretrati per il periodo dal 1/1/16 al 31/3/18 a cui si aggiunge l’ultima tranche di aumenti a partire dal 1 aprile 2018.
A questi incrementi va aggiunto l’importo dell’indennità di vacanza contrattuale che viene stabilizzata in busta paga e aggiunta ai tabellari a partire dal 1 maggio 2018.
A decorrere dal 2019 i fondi per la contrattazione verranno incrementati di 91€ pro-capite.
Sviluppo professionale
Il contratto istituisce due tipologie di incarichi: quelli organizzativi e quelli professionali, retribuiti con un’indennità che va da un minimo di 1678,48 ad un massimo di 12.000€.
All’interno degli incarichi professionali vengono istituiti quelli di professionisti specialista ed esperto che saranno definiti ed individuati secondo i contenuti e le modalità che il contratto indica.
Gli incarichi avranno durata da tre a cinque anni e a, fronte di valutazione positiva, saranno rinnovabili senza selezione fino ad arrivare ad un massimo di dieci anni.
Nel ruolo sanitario viene confermata e valorizzata la funzione di coordinamento, con un’indennità corrispondente alla complessità, fino a poter raggiungere il valore massimo.
Per il personale amministrativo si apre la possibilità di poter accedere a incarichi di minore complessità, prima non remunerati in alcun modo.
Tutto ciò vale per il personale dei ruoli tecnico e professionale.
Il contratto riscriverà il nuovo sistema di classificazione. E’ istituita una commissione paritetica -composta dalle parti firmatarie del contratto- che avrà il compito di individuare regole nuove e adeguate a riconoscere lo sviluppo delle competenze di tutto il personale che opera nel comparto.
Fra gli obiettivi della Commissione c’è quello di declinare nel contratto i contenuti della legge 3/2018 in materia di aree: dalle professioni sanitarie, socio-sanitarie, dei fattori produttivi e tecnico-ambientale.
L’area tecnico ambientale, che sarà regolamentata dalla commissione paritetica che viene istituita, sarà lo strumento attraverso il quale creare istituti contrattuali adeguati alla realtà delle Arpa, normando in modo chiaro i ruoli e le funzioni di tutte le professioni presenti.
Il contratto rafforza il diritto alla formazione, in orario di lavoro, prevedendo che una quota non inferiore all’1% della spesa per il personale sia finalizzata a questo scopo.
Professioni sanitarie
Il sistema degli incarichi comincia dare risposte al tema della necessaria valorizzazione della figura dell’infermiere; gli incarichi professionali di esperto e specialista– oltre a quelli organizzativi di coordinamento – sono il primo passo nella direzione del riconoscimento dell’acquisizione di competenze avanzate, della formazione acquisita sul campo attraverso i titoli di studio e specializzazione.
Questo processo sarà completato dal lavoro della Commissione Paritetica istituita appositamente per riscrivere le regole delle carriere; li si completerà il lavoro dando voce e risposta alle richieste dei professionisti.
Professione socio-sanitarie
Per gli Oss e gli Assistenti social il contratto sblocca le indennità fino ad ora riservate al personale del ruolo sanitario.
La commissione paritetica istituita contrattualmente, poi, ha – fra gli altri – il compito di regolamentare contrattualmente i contenuti della legge 3/21018 che istituisce l’area socio – sanitaria, a partire dai ruoli, dalle funzioni, dagli istituti giuridici e di carriera dei profili già individuati: Assistente sociale, Educatore professionale, OSS e Sociologo.
Questo, unitamente alla revisione del nuovo sistema di classificazione, consentirà di continuare a dare risposte anche – ma non solo, a queste figure, inserendo nel contratto anche alcuni ulteriori profili ( come ad esempio: autista soccorritore, ecc.) e a valorizzare tutti i profili appartenenti alla nuova area socio-sanitaria.
Contrattazione
Grazie anche ai contenuti dell’accordo del 30 novembre 2016, riconquistiamo spazi di confronto e contrattazione per le RSU, portando il livello delle decisioni dove i processi si verificano.
Viene potenziata la contrattazione dandole titolarità a discutere, oltre che dall’utilizzo delle risorse economiche, anche di flessibilità orarie, qualità del lavoro.
Viene potenziato il livello di confronto regionale, nodo strategico nei processi di riorganizzazione per poter incidere là dove le decisioni vengono assunte.
Viene sancito il diritto all’informazione preventiva prima che controparti assumano decisioni per loro vincolanti.
Vengono, inoltre, semplificati i fondi per il salario accessorio, le fasce, lo straordinario e le indennità, riducendoli a due.
Orario di lavoro: niente deroghe
Il contratto riafferma l’orario di lavoro di 36 ore, a differenza di quanto richiesto dal comitato di Settore nel suo primo atto d’indirizzo.
Contrariamente alle richieste delle controparti non abbiamo concesso deroghe al diritto al riposo di undici ore previsto dalla normativa.
La FP CGIL non ha mai condiviso le modifiche peggiorative alla normativa su orario e riposi, ragione per la quale non ha mai sottoscritto l’accordo proposto dall’Aran su questa tema, ben prima di chi oggi scopre l’importanza di tutelare la salute psicofisica del personale sanitario.
Una misura importante, particolarmente per tutte le figure che operano sull’assistenza, che è coerente con le nostre battaglie per l’aumento degli organici e la stabilizzazione dei precari.
La partecipazione alle riunioni di reparto ed alla formazione organizzata dall’azienda sono all’interno dell’orario di lavoro: se eccedenti danno diritto al recupero.
Sugli straordinari è prevista una maggiore tutela; ora, per giustificati motivi personali o familiari, è possibile non effettuare ore aggiuntive.
Al tempo stesso abbiamo impedito interventi peggiorativi sull’istituto del festivo infrasettimanale: il testo del contratto lascia tutto com’era.
Tempi di vestizione
Il nuovo contratto riconosce come orario d lavoro retribuito il tempo necessario per mettersi la divisa e passare le consegne. I minuti riconosciuti sono 15 per turno (dieci per chi si cambia la divisa ma non deve dare le consegne).
La contrattazione aziendale potrà aggiungere altri 4 minuti.
Migliorano le indennità
La contrattazione integrativa potrà innalzare i valori della pronta disponibilità e del turno notturno.
Il contratto consente l’accesso pieno alle indennità per gli OSS e attribuisce l’indennità legata all’assistenza domiciliare agli Assistenti sociali, che ne erano fino ad ora esclusi.
L’ipotesi di accordo salvaguarda nell’attuale formulazione l’indennità di rischio radiologico: le controparti volevano limitarla fortemente.
La Commissione per la revisione del sistema di classificazione ha, inoltre, compito di adeguare il sistema delle indennità all’evoluzione del modello di classificazione professionale: dopo molti anni semplificare, stabilizzare e potenziare una parte importante della retribuzione.
Tempo determinato e part time
Più garanzie per i lavoratori a tempo indeterminato e somministrati: riconoscimento del servizio prestato ai fini della maturazione delle ferie, diritto allo studio e alla formazione, accesso al salario accessorio.
I lavoratori a termine, superati i sei mesi di servizio, usufruiranno degli stessi permessi previsti per i tempi indeterminati.
Per i part-time: stabilito il diritto di precedenza nella trasformazione per chi assiste persone in condizioni di bisogno; allo stesso tempo viene mantenuto inalterato il limite massimo delle ore supplementari che possono essere richieste.
Diritti per tutti
Il contratto estende e migliora i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
I 3 giorni per il lutto possono, ora essere fruiti entro 7 gironi dal decesso.
I 15 gironi di matrimonio possono, ora, essere fruiti entro i 45 giorni dall’evento.
Estesi i diritti dei coniugi anche ai soggetti delle unione civili.
Le 18 ore di permesso per motivi personali si potranno cumulare anche per l’intera giornata (anche se superiore a 6 ore).
Vengono istituiti, in aggiunta a quelli esistenti, permessi fino a 18 giorni ore annue per l’effettuazione di visite, terapie ed esami diagnostici.
Si rafforza la norma relativa ai congedi per le donne vittime di violenza: oltre i 90 giorni lavorativi retribuiti +1 mese di aspettativa + possibilità di trasferimento e attivazione per part- time è previsto l’esonero , a richiesta, dai turni disagiati per un anno dopo il rientro al lavoro.
I congedi dei genitori saranno fruibili anche ad ore.
Alle assenze retribuite per terapie salvavita si aggiungono ulteriori 4 mesi all’anno fuori dal periodo do comporto per le assenze dovute agli effetti collaterali delle terapie salvavita.
Permessi per diritto allo studio per ogni tipo di titolo di studio e anche per la formazione di ordini e collegi professioni.
Si recepisce l’istituto delle ferie solidali.
Si impedisce l’applicazione del job’s act sui licenziamenti senza giustificato motivo e giusta causa mantenendo l’art. 18.
Questo contratto è un primo, importante, passo per restituire un contratto adeguato alle lavoratrici e ai lavoratori del comparto sanità; già dai prossimi mesi lavoreremo perché il prossimo, che decorrerà dal gennaio 2019:
- applichi il nuovo sistema di classificazione
- consolidi ulteriormente le retribuzioni
- concluda il lavoro di adeguamento delle indennità
- apra ulteriori spazi di valorizzazione professionale
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