CONTINUA IL CAOS ORGANIZZATIVO A CAUSA DEL SOVRAFFOLLAMENTO NEL DEA DEL PRESIDIO OSPEDALIERO S.GIUSEPPE DI EMPOLI
Sono ormai diversi mesi che il DEA del P.O. S.Giuseppe di Empoli vive una permanente situazione di sovraffollamento e di caos organizzativo.
Per l’ennesima volta il servizio di emergenza urgenza dell’ospedale ha vissuto un assalto di utenti alla ricerca di una prestazione sanitaria, spesso non urgente e differibile, raggiungendo la cifra record di 190 utenti visitati nell’arco di 24 ore.
Nonostante le misure straordinarie adottate dagli operatori del servizio di emergenza, come ad esempio la rimozione temporanea delle misure di distanziamento sociale, che hanno portato a un incremento della ricettività degli ambulatori, l’aumento di 4 posti letto nel reparto di OBI e il posizionamento di alcune brande da campo, questo non è bastato per impedire che 40 utenti rimanessero nelle barelle in attesa di ricovero.
“La Direzione Sanitaria di presidio non ha ritenuto opportuno attivare il piano di emergenza in caso di maxi afflusso” dichiara Baldacci Simone della FP CGIL USL Toscana Centro, “l’unica azione attuata è stata quella di aggiungere 2 posti letto nei reparti di chirurgia, una misura ampiamente insufficiente secondo il nostro parere”.
“Nella sola area medica del nosocomio empolese”, continua il coordinatore della FP CGIL, “potrebbero essere attivati fino a 16 posti letto di incharge room, che potrebbero essere utilizzati per posizionare pazienti che hanno terminato il loro percorso diagnostico-terapeutico e che sono in attesa di ricovero, spesso grandi anziani con pluripatologie che rischiano di passare più di 48 h in una barella”.
Questa drammatica situazione coinvolge ormai dall’inizio del periodo estivo tutti i pronto soccorso dell’Azienda, al punto di aver fatto decidere alla Regione Toscana di pubblicare una delibera, la n.657 del 21/06/2021, nella quale si ordinava alle Aziende Sanitarie regionali di adottare misure straordinarie per la presa in carico anticipata dei pazienti presenti in DEA destinati all’area medica e la gestione multidisplinare dei pazienti in OBI.
“Nulla di quanto contenuto nella delibera regionale è stato fatto”, continua Simone Baldacci “nonostante una nota della Direzione Sanitaria aziendale del 1 luglio, niente è stato fatto per creare i percorsi di presa in carico alternativi dei sempre più numerosi cittadini che si rivolgono ai nostri DEA”.
Questa drammatica situazione di disagio organizzativo dei DEA aziendali è aggravata dalla fuga dei medici da questi servizi, a causa delle pesanti condizioni di lavoro in cui sono costretti a vivere da anni e dalla scarsa valorizzazione economica del loro lavoro. “Nei prossimi mesi assisteremo a una carenza strutturale di medici che potrebbe anche portare alla chiusura di alcuni pronto soccorso se non saranno prese misure straordinarie”, sostiene Simone Baldacci, “da anni la Regione e le Aziende Sanitarie sono a conoscenza di questa situazione, ma ad oggi non sono state adottate misure che possano prevenire questo fenomeno di abbandono dei pronto soccorso da parte dei medici”.
La FP CGIL USL Toscana Centro chiederà alla Direzione Aziendale di adottare le misure urgenti già previste dalla nota della Direzione sanitaria del 1 di luglio u.s, che prevede l’attuazione di percorsi alternativi al ricovero ospedaliero, come ad esempio le dimissioni dei pazienti in posti di cure intermedie, RSA, lungodegenze, l’aumento della presa in carico dei servizi di Day Service, l’attivazione dei Girot, oltre alla definizione di precise aree di posti letto aggiuntivi temporanei in ogni ospedale in caso di sovraffollamento in DEA.
“Resta urgente e sempre più indispensabile creare in ogni ospedale delle aree di “incharge room” dove posizionare temporanemaente i pazienti più bisognosi di cure in attesa di ricovero, per impedire che gli utenti più fragili restino più di due giorni su una barella” conclude Simone Baldacci Coordinatore FP CGIL USL Toscana Centro