Asili nido e infanzia, “urgono assunzioni e investimenti sulla sicurezza per garantire la ripresa a settembre”: 23 luglio si è svolto un presidio di Fp Cgil e di lavoratori e lavoratrici a Firenze in piazza Duomo davanti alla sede della Regione (il volantino)

Per garantire la ripresa a settembre dei servizi scolastici 0-6 anni (nidi e infanzia) chiediamo investimenti sulla sicurezza, nuove assunzioni e formazione del personale sia nel pubblico che nel privato.
Nel mese di luglio i centri estivi educativi sono stati il banco di prova per il riavvio delle attività in presenza dopo la sospensione dei servizi educativi e scolastici, con piccoli gruppi, rapporti numerici tra educatori e bambini di uno a cinque e con attività principalmente all’aperto.
Questa esperienza, resa possibile anche grazie al lavoro delle educatrici e delle insegnanti del sistema dei servizi all’infanzia comunali – a gestione diretta e in appalto – ha reso evidente da un lato cosa sia necessario per la riapertura dei servizi a settembre e dall’altro ha fatto riemergere vecchie criticità del settore.
In molti Comuni a partire dalla Città metropolitana di Firenze, i servizi educativi 0-3, lo scorso anno, erano garantiti mediamente al 40% delle bambine e dei bambini, con percentuali più alte dove maggiore è la gestione diretta dei servizi da parte dei Comuni.
Per garantire lo stesso livello di posti disponibili, la stessa qualità del servizio e un corretto rapporto numerico educatore/bambini nelle varie fasce orarie della giornata, così da consentire un’organizzazione in piena sicurezza, occorrono investimenti e nuove assunzioni.
Serve aggiornare i Protocolli di sicurezza in relazione alle attività educative che verranno svolte, ed agli spazi che devono essere adeguati: troppo grande è il tributo già pagato dal personale in termini di contagio della malattia perché il tema della sicurezza non sia centrale, e infine occorre una formazione mirata a tutto il personale per gestire l’inevitabile cambiamento e per renderlo pronto ad affrontare la nuova normalità.
L’esperienza dei centri estivi educativi ha riportato anche l’attenzione sulla necessità di armonizzare il calendario educativo della prima infanzia con i calendari scolastici previsti per tutti i percorsi formativi della scuola statale, così da avere un elemento di avanzamento qualitativo dell’offerta formativa aggiuntiva omogenea e attenta ai bisogni di formazione dei bambini e delle bambine.
Infine riteniamo che gli investimenti sul personale debbano superare le disparità in essere nel settore tra lavoratrici e lavoratori pubblici e privati in termini di differenza salariale e di diritti, affinché non si alimentino forme di dumping contrattuale nell’attuale equilibrio tra strutture pubbliche piuttosto che in appalto o concessione.
Per tutte queste ragioni oggi abbiamo fatto un presidio (molto partecipato) davanti alla Regione Toscana in piazza Duomo a Firenze per chiedere di dare centralità al sistema 0-6.

Firmato: Roberto Carletti (Fp Cgil Toscana) e Jacopo Geirola (Fp Cgil Firenze)

 

COSÌ IN ANSA

Fase 3: insegnanti infanzia in presidio a Firenze. Chiedono investimenti in sicurezza, assunzioni e regole certe

Investimenti in sicurezza, nuove assunzioni e regole certe per la ripartenza a settembre: è quanto chiedono i lavoratori dei servizi scolastici 0-6 anni (cioè di nidi e scuole materne) oggi in presidio davanti alla sede della Regione Toscana in piazza Duomo a Firenze. L’iniziativa, di carattere regionale, è stata promossa dalla Fp Cgil. E’ stato spiegato che in molti Comuni toscani, a partire dalla Città metropolitana di Firenze, i servizi educativi 0-3, lo scorso anno, erano garantiti mediamente al 40% dei bambini e per garantire gli stessi posti disponibili, la qualità del servizio e la sicurezza, secondo gli insegnanti occorrono investimenti urgenti e nuove assunzioni. “Siamo preoccupati – dice Roberto Mazzi della Fp Cgil Toscana – di non riuscire ad aprire i servizi della prima infanzia a settembre, offrendo i servizi a tutte le famiglie senza escludere nessuno e sopratutto di poterlo fare in sicurezza per i bambini, ma anche per tutelare gli operatori. Mancano degli indirizzi precisi, siamo quasi alla fine di luglio e non sappiamo quali sono le prescrizioni su come riaprire. Ovviamente – ha aggiunto Mazzi – per i bambini il distanziamento non si può considerare, gli spazi sono gli stessi e quindi il tema della sicurezza è importante: gli spazi si dovrebbero allargare e si potrebbe sopperire con più personale in modo da creare piccoli gruppi, ma ad oggi non sappiamo niente di certo”. (ANSA).