Decurtati tre giorni di malattia in Elleuno (coop sociale che opera nelle Rsa, 300 lavoratori in 11 strutture fiorentine), Cgil-Cisl-Uil di categoria protestano: “Metteremo in campo ogni azione necessaria a tutelare i diritti di lavoratrici e lavoratori che in questi mesi hanno lavorato e stanno lavorando a stretto contatto con la pandemia, spesso sotto organico. Oltre alla manifesta illegittimità contrattuale, l’operazione di Elleuno mina gravemente il diritto alla salute”

La Cooperativa Sociale piemontese Elleuno, 90 milioni di ricavi l’anno (da bilancio sociale 2019), con nota datata 21 novembre 2020 a firma della Presidente Anna Villa , ha comunicato ai propri soci lavoratori (2700 in tutta Italia, circa 300 nella Provincia di Firenze) che l’assemblea dei soci convocata per il 16 dicembre a Casale Monferrato (Piemonte), dove il colosso della cooperazione in ambito sociosanitario ha sede, è stata chiamata a deliberare la sospensione del pagamento dei primi tre giorni di malattia, la cosiddetta carenza malattia, che per il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro è a carico del datore di lavoro.
Tale decisione, a quanto si apprende, è motivata da difficoltà economiche, che la Cooperativa intende evidentemente affrontare sopprimendo i diritti contrattuali dei lavoratori e delle lavoratrici. Far passare questa decisione sfruttando il doppio rapporto che la quasi totalità dei lavoratori ha con la Cooperativa (socio/lavoratore) è quantomeno discutibile, dal momento che l’attivazione del rapporto societario viene sostanzialmente imposta ai lavoratori al momento dell’assunzione.
Ad ogni modo, nella nota, la Presidente ha comunicato che la deliberazione della soppressione dei primi tre giorni di malattia sarebbe avvenuta per scongiurare, bontà sua, altre decurtazioni ben più gravi e utili ad affrontare il periodo di crisi aziendale. Di questo stato di crisi nessun dato oggettivo è stato fornito alle organizzazioni sindacali. A fronte delle prime nostre rimostranze, una seconda nota della Presidente indirizzata ai soci minaccia il mancato pagamento delle tredicesime in caso la soppressione della carenza malattia non passasse in assemblea.
Ci siamo chiesti peraltro: come è stato possibile tenere un’assemblea in presenza, aperta a 2700 soci provenienti da 11 regioni, in piena pandemia, in Piemonte?
In ogni caso, l’assemblea societaria si è tenuta e i voti (o le deleghe al voto) in qualche modo hanno raggiunto Casale Monferrato, dal momento che giovedì 17 i “soci” lavoratori ci raccontano di aver ricevuto la comunicazione che la carenza malattia a carico del datore di lavoro è stata sospesa.
Nel territorio della Città Metropolitana di Firenze la Cooperativa Elleuno gestisce perlopiù servizi socio sanitari come RSA, RSD e Centri Diurni in appalto e convenzione con il pubblico (Asp Montedomini, AUSL Toscana Centro, SDS Nord Ovest) per un totale di 11 strutture e con un notevole volume di affari.
Per i pochi di questi che hanno avuto un calo, o una sospensione delle attività, i lavoratori e le lavoratrici coinvolte non hanno percepito retribuzione ma sono stati a totale carico degli ammortizzatori sociali, contribuendo anche con l’utilizzo delle proprie ferie a copertura parziale dei periodi di carenza.
In compenso, nelle RSA gestite da Elleuno, dove molte lavoratrici si sono ammalate di Covid 19, si è lavorato spesso sotto organico, in condizioni difficilissime.
Riteniamo insostenibile che un’azienda, che concorre con altre a gare di appalto pubbliche, ricavi un elemento di risparmio sulla malattia del personale, discriminando peraltro chi si trova in condizioni più fragili di salute o maggiormente esposto agli effetti della pandemia.
E contestiamo che una cooperativa con questo volume di affari sul nostro territorio sfugga alle relazioni sindacali, tant’è che non abbiamo ad oggi nessun dato relativo alla crisi aziendale ed alla situazione economico finanziaria della Cooperativa.
Vogliamo poi evidenziare che, oltre alla manifesta illegittimità contrattuale, l’operazione di Elleuno mina gravemente il diritto alla salute dei propri soci lavoratori e, dal momento che questi operano in strutture socio sanitarie, potrebbe portare significative ricadute sulla salute pubblica in piena pandemia.
Abbiamo richiesto alla Cooperativa Sociale Elleuno di applicare regolarmente il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e chiesto alle Stazioni appaltanti la massima vigilanza circa le garanzie di solvibilità patrimoniale ed economica della Cooperativa e circa il rispetto delle previsioni contrattuali.
Ora che abbiamo notizia che Elleuno intende proseguire in questa forzatura, metteremo in campo ogni azione necessaria a tutelare i diritti di lavoratrici e lavoratori che in questi mesi hanno lavorato e stanno lavorando a stretto contatto con la pandemia, spesso ammalandosi o trovandosi costretti a lunghi periodi di isolamento, e che oggi hanno dovuto accettare di vedersi decurtata la malattia sotto il ricatto di non riscuotere le tredicesime.

Firmato: Francesco Belli (FP CGIL Firenze), Andrea Nerini (Cisl Funzione Pubblica Firenze-Prato), Alessandro Bottai (UIL FPL Firenze)