Il Lavoro Agile deve essere regolamentato per via contrattuale attraverso un confronto vero con le rappresentanze sindacali.

Occorre da subito individuare le attività che possono essere svolte in modalità di lavoro agile, per applicare tale modalità al 50 per cento del personale impiegato in tali attività fino la 31 dicembre 2020 così come prevede la normativa (Lavoro Agile: la normativa di riferimento e le prossime scadenze).

Entro il 31 gennaio di ciascun anno, poi, le amministrazioni pubbliche devono redigere, sentite le organizzazioni sindacali, il Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA).

Il POLA individua le modalità attuative del Lavoro Agile prevedendo, per le attività che possono essere svolte in modalità agile, che almeno il 60 per cento dei dipendenti possa avvalersene, garantendo che gli stessi non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera, e definisce, altresì, le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale, anche dirigenziale, e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti, anche in termini di miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa, della digitalizzazione dei processi, nonché della qualità dei servizi erogati, anche coinvolgendo i cittadini, sia individualmente, sia nelle loro forme associative.

Assicurare la continuità dell’azione amministrativa adeguando l’operatività degli uffici pubblici alle esigenze dei cittadini e delle attività produttive deve essere un obiettivo da garantire in piena sicurezza per l’utenza e per le lavoratrici e i lavoratori, a partire da coloro così detti “lavoratori fragili” (qui la circolare n. 13 del 4 settembre 2020 con aggiornamenti e chiarimenti).

Per quanto riguarda le modalità organizzative del Lavoro Agile, occorre definire da subito le regole con le quali il lavoratore è soggetto all’obbligo di rendersi contattabile all’interno di fasce orarie predeterminate nello svolgimento dell’attività lavorativa, così come occorre definire le modalità organizzative per la fruizione dei permessi su base oraria previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di lavoro vigente, previsti anche dal parere ARAN n. 3027 del 30 aprile 2020, che ha per oggetto gli istituti contrattuali del comparto Funzioni Locali ed emergenza epidemilogica da Covid19.

Tutto ciò deve essere fatto, come prevede il CCNL, attraverso gli istituti della partecipazione e nel rispetto delle materie di contrattazione collettiva integrativa.

FP CGIL Firenze