Il 2019 è stato per Careggi l’anno del Contratto Integrativo Aziendale.

Il 27 marzo 2019 come Fp Cgil AOU Careggi, insieme a Cisl e Fials, abbiamo firmato il Contratto Integrativo aziendale in sede di contrattazione aziendale ai sensi dell’art. 8 del CCNL Sanità Pubblica2016-2018. Era previsto nel CCIA uno stanziamento di risorse ad integrazione di quanto già espresso nel CCNL, non ultima la copertura della progressione economica orizzontale PEO (fascia) per 2286 dipendenti da individuare con le modalità di selezione contenute nel CCIA stesso.

Fino al mese di settembre tutto quanto era stato previsto e nel crono-economico è stato soddisfatto: l’elevazione dell’indennità notturna da 2,74 euro a 3,20 dal 1/1/2019, l’indennità della Pronta Disponibilità fissata dall’art.7 del CCNL 20/09/2001 nella quota minima di 20,66 euro elevata a 27 euro dal’ 1/1/2019, l’una tantum per i 1300 dipendenti nell’ultima fascia della propria categoria a settembre 2019. Un contratto integrativo con risposte alle lavoratrici e ai lavoratori.

Il 29 ottobre, in seguito al mancato pagamento della progressione economica per tutti i dipendenti aventi diritto, la parte aziendale ha comunicato alle OOSS che non avrebbe potuto procedere alla copertura degli scatti di fascia per tutti i dipendenti, in base alla nota della L. 150/2009 (Brunetta) in cui viene scritto che il passaggio di fascia può essere fatto da una ‘quota limitata’ degli aventi diritto, successivamente interpretata da una nota inserita nel Bilancio del Conto Annuale in cui veniva esplicitato che soltanto una quota maggioritaria, e quindi il 50% degli aventi diritto, avrebbe potuto fare il passaggio di fascia. Tutto ciò nonostante il CCIA in oggetto avesse fatto tutti i passaggi necessari e avesse ottenuto tutti i pareri di legittimità previsti dal CCNL e dalle norme vigenti e che la nota interpretativa risultasse essere successiva alla firma del CCIA. Per questo motivo il 7 novembre 2019 alla luce della nuova situazione è stato proclamato lo stato di agitazione da parte di Fp Cgil, Fp Cisl, Fials e dalla RSU Careggi.

Un problema non solo locale ma nazionale. Il ritiro e la modifica di quella circolare è stata al centro delle richieste portate avanti in autunno dalla FP CGIL a livello nazionale durante la discussione della Legge di bilancio e continua ad esserlo oggi. Come abbiamo ribadito con il rinnovo del CCNL la FP CGIL punta a riconquistare gli spazi e l’autonomia contrattuale.

La mobilitazione per il rispetto degli accordi sottoscritti ha visto al centro la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, nonostante i tentavi da parte dell’azienda di provocare divisioni attraverso l’immediata pubblicazione dell’elenco di coloro avrebbero subito fatto la fascia.
Un percorso partito dalla partecipata assemblea generale dei lavoratori di Careggi che ha portato al presidio indetto sotto la Presidenza della Regione Toscana dell’11 Dicembre durante il quale una rappresentanza è stata ricevuta in un incontro dal quale è scaturito un verbale d’incontro.

In quell’incontro la Regione Toscana si impegnata a di chiedere la modifica della circolare redatta dalla Ragioneria dello Stato in Conferenza Stato-Regioni e di presentare un emendamento per modificare la legge Brunetta e fare un atto di indirizzo alle aziende sanitarie toscane in materia di Peo. Inoltre è stato deciso di riconvocare il tavolo di trattativa aziendale con la presenza del Direttore Generale per individuare soluzioni per evitare diseguaglianze verso i lavoratori nell’applicazione del contratto integrativo.

Il 19 dicembre sono ripartite le trattative aziendali per individuare una possibile soluzione per coloro che ingiustamente non hanno visto riconoscersi la fascia economica come previsto dal contratto integrativo. La FP CGIL di Careggi continuerà a lavorare per ottenere il rispetto del contratto.