Assunzioni in sanità in Toscana, la Fp Cgil Firenze: “Tra gli assunti ci sono lavoratori della sanità privata a cui le aziende vogliono far pagare il mancato preavviso, è inaccettabile”

In questi giorni tutto il sistema sanitario sta lavorando senza sosta per fronteggiare l’emergenza dovuta al Coronavirus. Ormai da giorni gli operatori stanno lavorando per assistere i pazienti affetti da Coronavirus e quelli con le patologie ordinarie.
Per contrastare questa emergenza in tutto il territorio nazionale sono state messe in campo misure straordinarie per le assunzioni di personale sanitario e non da impegnare nell’emergenza.
La Regione Toscana tramite Estar ha approvato un maxi piano di nuove assunzioni che dovranno entrare in servizio per affiancare i colleghi nell’emergenza.
In queste ore ESTAR sta effettuando le chiamate ai 2000 assunti chiedendogli, a differenza della normale procedura a causa dell’emergenza, di prendere servizio entro 7 giorni. Alcuni di questi lavoratori sono attualmente impiegati presso strutture della sanità privata o delle cooperative sociali.
Questi lavoratori per prendere servizio presso il Servizio Sanitario Regionale dovranno presentare le dimissioni dal proprio posto di lavoro. Senza rispettare il preavviso richiesto normalmente.
Ci arrivano numerose segnalazioni da parte dei lavoratori che i propri datori di lavoro non sono disponibili a rinunciare al preavviso di licenziamento. Questo potrebbe comportare che i lavoratori che decidessero di accettare la chiamata a prendere servizio nelle strutture pubbliche, perdano il preavviso che significa fino a una mensilità di stipendio circa 1500 euro.
La FP CGIL Firenze pensa sia inaccettabile che questo avvenga. Non è ammissibile che chi viene chiamato di urgenza a prendere servizio per contribuire a contrastare l’emergenza sanitaria in atto debba pagare il preavviso. Pensiamo che tutti in questo momento debbano portare il loro contributo alla causa in particolare per chi è una struttura convenzionata con il sistema sanitario regionale.
Chiediamo ai datori di lavoro di rinunciare al preavviso e alla Regione di farsi carico del problema esercitando la dovuta moral suasion.
Altro elemento che sta emergendo in queste ore è che per i lavoratori che già lavorano presso strutture ospedaliere con contratti a tempo determinato o in somministrazione e che vengano chiamati a tempo indeterminato vengano assegnati al posto di lavoro dove già lavoro.
Adottare questo criterio sarebbe utile prima di tutto al sistema sanitario in momento come questo: che senso ha trasferire un operatore del DEA di un ospedale in un altro ospedale dove risulterà un neoassunto e dovrà prendere pratica con il nuovo reparto di assegnazione? E magari sostituirlo nei DEA di provenienza con altri neo assunti?

Firmato: Fp Cgil Firenze

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